17 Gennaio, 2008...7:27 pm

Anche oggi…saldi

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Distribuzione commerciale : nemesi o creatrice di valore ?

Nemesi significa rendersi conto di aver pagato ieri 100 ciò che potremmo acquistare oggi a 50 o di aver acquistato un bene che in realtà non ci serve, solo perché emotivamente coinvolti da una dichiarazione di sconto. Creatrice di valore significa aver trovato l’immediata disponibilità di ciò che effettivamente ci serve al prezzo che rispecchia il valore che ci aspettavamo.

Sono certo che i punti di vista dei vari soggetti interessati – produttori, distributori, acquirenti – sono differenti l’un dall’altro e che , naturalmente, a seconda se stiamo parlando di prodotti destinati al consumo o alla produzione di altri beni la possibilità che la distribuzione sia nemesi o creatrice di valore possa cambiare.

Per oggi, vorrei riflettere inizialmente sui prodotti legati al consumo ed al fenomeno dei saldi, tanto per essere di stagione…

Sembra proprio che comprare in stagione al prezzo proposto inizialmente dai negozi sia un indicatore di uno stato perturbato di mente. Infatti è sufficiente aspettare qualche tempo – e nessuna situazione di bisogno o desiderio è tanto impellente da rendere l’acquisto necessario all’inizio stagione – per constatare che lo stesso bene è improvvisamente disponibile ad un prezzo nettamente inferiore. Cosa succederebbe se tutti i consumatori improvvisamente ritardassero tutti gli acquisti fino al periodo dei saldi? Irrealistico? Di irrealistico mi sembra ci sia l’accettazione di livelli di prezzi determinato in modo non trasparente per il consumatore e in modo slegato da una possibile valutazione del valore aggiunto dal distributore stesso. La possibile osservazione che in stagione il negozio offre l’assortimento e in saldo offre quello che gli è rimasto è troppo semplicistica per spiegare il valore degli sconti praticati. Altrettanto dicasi rispetto all’affermazione che il negoziante deve rendere liquide le proprie scorte per poter continuare il suo business.. in effetti l negoziante deve rendere il suo business redditizio definendo con chiarezza a quale pubblico intende rivolgersi- nell’area di gravitazione che lo qualifica come un punto vendita a facile accessibilità… Una “buonistica” accettazione di livelli di prezzi, non compatibili con livelli di servizio reale, porta semplicemente a sovraffollamenti distributivi e a politiche di concorrenza assolutamente distanti da un reale concetto di possibile soddisfazione del cliente e di acquisizione di una fedeltà legata a professionalità e correttezza commerciale. Che ne dite ?

Cordiali saluti ed a presto

Dalco

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